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Info turistiche

Le radici linguistiche e il carattere di tipo nordeuropeo del popolo altopianese vengono fatte risalire ai Cimbri, una forte influenza bavarese. Sta di fatto che la lingua cosiddetta cimbra è stata parlata correntemente su tutto l’Altopiano fino alla prima guerra mondiale. Ancor oggi alcuni anziani delle località di Rotzo, Mezzaselva e Roana parlano cimbro e moltissimi toponimi del territorio appartengono a questa antichissima lingua. Un Istituto di Cultura Cimbra, con l’annesso Museo Cimbro, opera a Roana organizzando convegni e seminari e realizzando numerose pubblicazioni.

La Cultura Cimbra ha portato fino ai giorni nostri anche un’importante tradizione di favole e leggende ambientate tra le montagne, nei boschi e nelle numerose cavità naturali altopianesi. Gnomi, fate, orchi, folletti, streghe, le Beate Fanciulle (Séleghen Beibelen) e i Sanguinelli popolano questi luoghi da millenni, creando un’atmosfera fantastica unica al mondo. Riti millenari e manifestazioni folcloristiche fanno riferimento a queste ambientazioni, coinvolgendo altopianesi e ospiti in rivisitazioni dal sapore antico.

L’Altopiano di Asiago 7 Comuni per quasi cinquecento anni ha goduto di particolari privilegi da parte della Serenissima Repubblica di Venezia, assumendo un assetto simile a quello di una nazione a se stante. Dal 1510 al 1807, infatti, il territorio era amministrato dalla Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, in ordine di tempo il secondo esempio al mondo di governo democratico, dopo la Confederazione Elvetica. Un reggente e alcuni consiglieri venivano eletti dal popolo ogni anno a rotazione tra i vari comuni e la stabilità di governo era così garantita. In quegli anni si costituì anche la Milizia dei Sette Comuni, un piccolo esercito di millecinquecento uomini che proteggeva il confine dalle invasioni barbariche. Il piccolo stato disponeva pure di una sorta di ambasciatori presso Venezia, Vienna e in altre città. Il motto della Reggenza, ancor oggi ricordato, recita così nell’antico cimbro: “Sleghe un Lusaan, Genebe un Vüsche, Ghel, Rotz, Robaan. Dise saint Siben Alte Komoine, Prüdere Liben” (Asiago e Lusiana, Enego e Foza, Gallio, Rotzo, Roana. Questi sono gli Antichi Sette Comuni, in amore fraterno).

Il ventesimo secolo ha portato con sé la prima guerra mondiale, con la sua presenza catastrofica sulle montagne e nei centri dei Sette Comuni. Il totale sconvolgimento del territorio ha causato trasformazioni così profonde da lasciare ancor oggi evidentissimi i segni delle grandi battaglie. Fortificazioni, resti di cittadelle militari, trincee, postazioni, cimiteri di guerra sono oggi visitabili liberamente, ormai parte di un unico grande meraviglioso paesaggio naturale che è riuscito fortunatamente a prevalere sui danni commessi dall’Uomo. Un vasto museo all’aperto attraversato dal Sentiero della Pace e arricchito da numerose installazioni didattiche è una delle maggiori attrazioni per chi pratica il trekking e la mountain bike d’estate o lo sci nordico d’inverno. La famosissima zona sacra del Monte Ortigara, l’imponente arco del Sacrario Militare di Asiago sul colle del Leiten e i Musei della Guerra di Canove e Tresché Conca vogliono essere oggi un monito contro tutte le guerre.

Con un balzo indietro nel tempo, scendendo dal centro di Canove nella Val d’Assa (Ass Taal) che spacca profondamente a Ovest l’Altopiano, si possono osservare le affascinanti Incisioni Rupestri. In uno dei più importanti siti italiani del genere, graffiti preistorici che raffigurano abitazioni, armi e simboli misteriosi fanno viaggiare la fantasia, risvegliando ricordi ancestrali ormai sopiti. Anche in località Bisele a Cesuna ritroviamo queste atmosfere che si amalgamano con il mondo fantastico di gnomi e fate, con la Grotta del Popolo (Leute Kuvela) e la Cava degli Orsi, ma soprattutto con l’imponente Schaff Kuvela, una tettoia di roccia che fuoriesce dalla montagna come un enorme tetto. Sempre a Cesuna, una delle grotte delle Séleghen Beibelen, le Beate Donnette, fanciulle magiche che vivevano un tempo a stretto contatto degli altopianesi. Altra grotta delle Séleghen Beibelen si trova a Mezzaselva, nascosta agli occhi umani da un bosco di faggio.

Numerosissime voragini naturali, come per esempio il Tanzerloch (Buco delle Danze) di Camporovere, ospitavano incontri e sabba danzanti di streghe. A Rotzo, l’inquietante Altar Knotto (Altare di Pietra), costituito da un grande masso in equilibrio sull’orlo della montagna, ricorda sacrifici in favore delle divinità Thor, Odino, Ostera e Frea, abitanti la cima del vicino Altaburg o Borgo degli Dei. Anche in questa zona la roccia ha formato una lunga tettoia naturale, l’Alta Kuvela.
Sempre a Rotzo è visitabile l’importante sito archeologico del Bostel (Luogo Sicuro), con ricostruzioni di abitazioni preistoriche e percorso didattico. I lavoro di ricerca è ancora in atto e gli scavi sono ancora aperti. Nelle vicinanze la ristrutturata chiesetta di Santa Margherita (la Santa dei Cimbri) risale all’anno 1000.
Sul lato opposto dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni, in località Sasso si trova la più lunga gradinata del mondo.
Ben 4444 (quattromilaquattrocentoquarantaquattro) scalini in pietra scendono da quota mille metri fino in pianura. Costruita in soli quattro anni alla fine del 1300 e un tempo utilizzata per il trasporto del legname commerciato con Venezia (gran parte della città lagunare si appoggia infatti su abeti altopianesi), la cosiddetta Calà del Sasso è oggi una suggestiva meta per passeggiate, sia in discesa che in salita.

A Lusiana, la Valle dei Mulini offre uno spettacolare momento di relax con un percorso che si sviluppa attraverso le antiche macine, così come la calcara e la carbonara, con la casa del boscaiolo. Sempre a Lusiana, è da visitare il sito archeologico del Corgnon. In località Granezza-Monte Corno, il Giardino della Flora Alpina. Anche a Gallio, nella Val Frenzèla, un percorso recentemente ultimato porta il visitatore tra antichi mulini costruiti sul ruscello in mezzo al bosco.
Il Parco del Sojo è una galleria d'arte a cielo aperto, con sculture e installazioni artistiche di vario genere, collocate nei prati e nel bosco.

A Conco si possono visitare la Cava Dipinta e la Cava Abitata, installazioni e interventi scultoreo-pittorici dell'artista Toni Zarpellon. Un modo simpatico per convertire in attrazione turistica due cave di marmo esaurite e abbandonate.

A Gallio, in località Campomuletto, il Sentiero del Silenzio vuol essere un momento di meditazione sul tema della guerra, con installazioni di grandi dimensioni, in grado di sorprendere il visitatore.

Le montagne di Foza comprendono il meraviglioso Monte Fior con le sue corone di roccia stratificata, inserite in una zona paesaggistica che permette all’occhio di spaziare sull’Altopiano.

Da Foza, seguendo la strada che porta a Enego, si attraversa la profonda Val Gàdena percorrendo il più alto ponte d’Italia (terzo in Europa). L’opera ingegneristica è alta 165 metri ed è spesso utilizzata per il bungee-jumping, il salto con l’elastico che vede proprio qui la sua massima possibilità di espressione.

Enego e la vasta piana di Marcésina presentano panorami nordici, con immense foreste di abete, con una prateria e una torbiera dove vivono addirittura alcune specie di piante carnivore uniche in Italia. I Casoni di Marcésina, un nucleo di costruzioni in legno, formano un antico villaggio di boscaioli disabitato e sono stati teatro per diversi lungometraggi.

A sud di Asiago, in località Pènnar, sorge uno dei due complessi dell’Osservatorio Astronomico dell’Università di Padova; assieme alla sede di Cima Ekar, costituisce il più importante centro di Astronomia Ottica in Italia. Il primo dei telescopi fu inaugurato nel 1942 (allora il principale in tutta Europa) ed è tuttora il più grande strumento ottico in Italia.

Sempre ad Asiago (che con meno di 7000 abitanti è la più piccola Città d’Italia, insignita per meriti di guerra) vi è l’Aereoporto Civile Romeo Sartori. Inaugurato da Gabriele D’Annunzio nel 1936, è uno degli aeroporti più alti della Nazione. Una pista in cemento lunga oltre un chilometro e una struttura di prima ricettività per i piloti con torre di controllo permettono lo scalo per voli turistici privati. Il volo a vela con gli alianti è uno degli sport maggiormente praticati, anche grazie alle correnti ascensionali che si creano sulla conca altopianese.

In località Meltar di Asiago, il Golf Club Asiago copre una vasta area verde con le sue diciotto buche che permettono di giocare in totale relax. Considerato uno dei migliori campi da golf d’Europa, è al vertice delle strutture di montagna, ogni anno teatro di numerose importanti competizioni.

A Cesuna di Roana si può visitare il Museo dei Cuchi, unico nel suo genere in Italia è la principale collezione al mondo di questi antichi strumenti musicali a fiato. I coloratissimi fischietti, oltre 7500 pezzi provenienti da ogni parte del mondo, presentano le forme più disparate, con rappresentazioni di animali, personaggi e oggetti di ogni tipo. Preziosi esempi di cuchi precolombiani testimoniano l’antichità dell’usanza di modellare questi particolari oggetti, rivelando così il significato della famosa frase “vecchio come il cucco”. Una festa molto sentita è la Sagra dei Cuchi di Canove di Roana (25 aprile), dove la tradizione vuole che i maschietti regalino il cuco alle ragazze, quale promessa d’amore.

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